I rom, un popolo senza patria (e senza una terra promessa). Di Maurizio Karra
Segnaliamo che è stato appena pubblicato dalla casa editrice Fotograf di Palermo l’ultimo libro del nostro socio Maurizio Karra, dedicato al popolo dei rom, che si inserisce nell’ambito di una ricerca etnografica più che trentennale da lui condotta in tutta l’area euro-mediterranea sui popoli minoritari.
Com’è stato scritto nella presentazione del volume pubblicata dalla rivista “Etnie”, c’è qualcosa che distingue quest’ultimo volume rispetto a tutti gli altri su queste tematiche: il fatto che, mentre baschi, bretoni, corsi, ruteni, sami, walser, ecc. (protagonisti di altri suoi precedenti libri) sono tutti popoli stanziati all’interno di territori specifici, e quindi la ricerca etnografica “sul campo” può essere effettuata acquisendo in loco le opportune interviste, visitandovi biblioteche e musei ed entrando in contatto con realtà storicamente e geograficamente delimitabili, ciò non è possibile in un certo senso con i rom e gli altri gruppi (sinti, gitani, gypsy, romanichals, ecc.) che possono essere ascritti a quell’universo variegato e quasi magmatico che rientra nella odierna denominazione di “gruppi rom” o in quella ben più nota, ma ovviamente dispregiativa, di “zingari”.
La ragione è semplice: questo popolo, originario storicamente del sub-continente indiano, dopo le sue grandi peregrinazioni avvenute nei secoli, appare ormai privo di un territorio proprio, cioè di una “patria”, come evidenzia lo stesso titolo del libro, e quindi oggi non è definibile come residente all’interno di un singolo e specifico territorio anche quando vari suoi gruppi hanno abbandonato da generazioni il nomadismo che per tanto tempo li ha contraddistinto per necessità. Ciononostante essi incarnano lo stigma di secoli di disprezzo, o quanto meno di invisibilità, derivante dal loro vivere in uno status spesso definito parassitario rispetto a quello degli altri popoli, cioè dei “residenti”. Da qui la loro marginalizzazione, da qui i pochi studi etno-antropologici che li hanno visti protagonisti, quanto meno in Italia.
In questo volume, partendo dalle sue esperienze etnografiche in vari territori europei dove sono insediati rom e sinti, e dopo aver raccolto alcuni dei più importanti contributi della “ziganologia”(come evidenzia la corposa bibliografia in appendice al testo), il socio Karra traccia la storia delle migrazioni e degli insediamenti di questo popolo sul territorio europeo, analizza i loro rapporti familiari e sociali, e in particolare il valore della famiglia e dei figli, la loro filosofia di vita fra mito, sacralità e senso del destino, per poi analizzare alcune delle caratteristiche della lingua romaní e illustrare le loro più interessanti espressioni letterarie e musicali, chiudendo con alcune considerazioni sul futuro dei vari gruppi rom fra identità e integrazione.
Un libro da leggere tutto d’un fiato, dalla prima all’ultima pagina, per scoprire un popolo ben diverso da come è spesso raccontato, superando gli ostacoli che si manifestano e si frappongono alla sua reale conoscenza, così da destrutturare il pregiudizio che vi aleggia.
Per ulteriori informazioni, rimandiamo a quanto riportato sul sito web personale del socio.