Questo terzo contributo conclude il percorso di restituzione pubblica legato al progetto di ricerca Processual Decay Paradigm, attualmente in corso presso la Palacký University di Olomouc.

Dopo aver affrontato la ricerca d’archivio nel primo articolo e la dimensione etnografica nel secondo, Valentina Gamberi si concentra qui sull’esito curatoriale del progetto, mostrando come le conoscenze prodotte sul campo possano essere tradotte in una forma espositiva capace di restituirne complessità, contraddizioni e limiti.

L’articolo accompagna il lettore dentro la costruzione del doppio progetto curatoriale Traces of Guanyin (online) e Traces of the Sacred (in presenza), mettendo in luce le scelte metodologiche, le influenze storiche e le sfide incontrate nel tentativo di integrare ricerca d’archivio, etnografia e pratiche artistiche contemporanee. In questo passaggio, la riflessione si amplia includendo i rapporti con la committenza, i vincoli istituzionali e le tensioni tra esigenze scientifiche, etiche e professionali.

Attraverso una scrittura che intreccia esperienza personale e analisi critica, l’autrice propone una riflessione finale sui limiti e le potenzialità dell’antropologia applicata, sottolineando l’urgenza di un dialogo più stretto tra ricerca accademica, pratiche curatoriali e dimensione pubblica della disciplina.

Leggi l’articolo completo:
Gamberi – Per un’antropologia della decomposizione – Atto terzo: il progetto curatoriale

Immagine di copertina: la mostra “Traces of the Sacred: Ephemeral Shrines in Taiwan”, dicembre 2025, Palacký University Olomouc.

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