Base
Nome e Cognome

Maria Molinari

Tipologia Socio

Socio individuale

Numero tessera

018

Ruolo in ANPIA

Socia fondatrice

Regione

Emilia-Romagna

Area Metropolitana (provincia)

Berceto (Parma)

CAP

43042

Titoli

UNIBO – Laurea in Antropologia culturale ed Etnologia

UNIBO – Laurea Specialistica in Antropologia culturale ed Etnologia

Forma Futuro Parma – Corso di Cooperazione Internazionale decentrata

Forma Futuro Parma – Guida Ambientale Escursionistica e Accompagnatore Turistico

UNIMORE – Master di I livello Interculturale nel campo della salute del welfare del lavoro e dell’integrazione

UNIPR  – Borsa di studio, ricerca in ambito aziendale

UNIMIB  – Corso di perfezionamento in Antropologia museale e dell’Arte

Master in Euro Progettazione – Europa Cube Innovation Business School Milano

Masterclass in Euro Progettazione – IDP e ICE Bruxelles

UNITO – Dottoranda in antropologia culturale

Bionota

Maria Molinari si laurea in Antropologia Culturale ed Etnologia all’Università di Bologna. Svolge una tesi di laurea triennale in Civiltà Indigene d’America. La sua tesi tratta della figura femminile e delle pratiche del parto nella provincia di Huari, zona all’interno della Cordillera Negra nella regione di Ancash, Perù. Durante la laurea magistrale (specialistica in Antropologia Culturale ed Etnologia) affronta il tema dell’immaginario degli immigrati dell’Africa nord occidentale in Italia: cosa muove l’immigrazione? da cosa nasce l’immaginario su un mondo altro? cosa fa di questo movimento una concausa culturale?

Nel 2005, dopo un corso in cooperazione decentrata e alcune esperienze di osservazione di progetti di cooperazione in India e in Uganda (paese della sua infanzia), inizia il lavoro sociale sul tema dell’immigrazione nella sua città affrontando questioni quali l’inclusione di popolazioni Sinti e Rom, donne vittime di tratta, adolescenti di differenti origini e porta avanti molteplici progetti di inclusione avviati con si servizi sociali del Comune di Parma.

Dal 2010 al 2019 si occupa di asilo avviando e coordinando progetti Sprar per i comuni montani della provincia di Parma e portando per questo all’attenzione politica locale le peculiarità e l’importanza dell’accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati in piccoli contesti montani e decentrati. Consegue un master presso l’Università di Modena e Reggio Emilia con il focus sull’integrazione nelle società multiculturali. Nello stesso anno (2014) ottiene una borsa di studio dell’Università di Parma e svolge una ricerca presso un’azienda di logistica e trasporti della provincia. Affronta così il tema della gestione del personale multietnico in azienda.

Originaria dell’Appennino parmense, nella più recente fase della sua professione lascia definitivamente la città per tornare in Appennino, ove è cresciuta. Sostenitrice incallita dello sviluppo delle aree montane e appassionata di trekking, nel 2016 diventa Guida Ambientale Escursionistica e socia AIGAE (http://www.aigae.org). Da allora fa parte delle dodici guide locali del gruppo Trekking Taro Ceno (http://www.trekkingtaroceno.it) che ha tra le finalità quella di far conoscere e apprezzare le peculiarità ambientali e culturali dell’Appennino parmense e ligure lunigianese. Da allora porta avanti figure professionali che, attraverso vari strumenti, si focalizzano sull’osservazione del cambiamento in contesti montani: stende progetti a finalità socio-culturali e si occupa di turismo culturale e ambientale accompagnando in ambiente persone interessate a conoscere la montagna e la sua ricchezza culturale. E’ convinta che il cambiamento possa essere l’unica via per lo sviluppo del territorio appenninico per molti anni dimenticato.

Socia fondatrice di Anpia, Associazione Nazionale Professionale Italiana di Antropologia (http://www.anpia.it), nel 2016 avvia anche, insieme ad un gruppo di amici, il Piccolo Festival dell’Antropologia della Montagna in cui sono coinvolti antropologi, scrittori, geografi e appassionati di montagna nell’intento di diffondere la conoscenza di un mondo in divenire.

Negli ultimi due anni si occupa di progetti di valorizzazione della cultura immateriale locale che vedono confluire le raccolte etnografiche svolte in alcune opere tangibili: un libro, un documentario e una raccolta d’archivio per il Museo Vivente di Comunità di Berceto denominato A Casa di Augusto. E’ specializzata in Antropologia museale e dell’arte presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca e attualmente svolge un dottorato in antropologia culturale presso l’Università di Torino.