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Libri scaffaleDi Miriam Castaldo e Daria Rostirolla

Ogni lunedì viene pubblicato un diario collettivo, in 4 lingue, che racconta le esistenze durante il lockdown: storie, luoghi, emozioni e nuovi oggetti entrati nella quotidianità. Storie di come è stata vissuta la pandemia dentro le mura domestiche e di come le percezioni si trasformino con l’inizio del de-confinamento

Diario di confinamento è una ricerca che prende forma durante il periodo di lockdown a Parigi, dalle riflessioni e dalla penna di Pierrine Didier, antropologa sociale, e Laurent Gontier storico medievalista e autore di guide di viaggi. Dal sito si legge: “Il periodo di confinamento che stiamo vivendo è un momento senza precedenti. Siamo interessati a raccogliere ogni settimana le esperienze di questo periodo inedito proprio mentre lo stiamo vivendo, giorno per giorno (…)”; sono queste le inquietudini che hanno mosso i due ricercatori e l’equipe italiana formata da Miriam Castaldo e Daria Rostirolla, entrambe antropologhe e quest’ultima anche psicologa, a elaborare un diario che ogni lunedì viene posto sul sito www.diariodiconfinamento.net, per raccogliere anonimamente le esperienze soggettive della fase di confinamento e ora deconfinamento.

Le domande aperte e chiuse spaziano dalla descrizione dei propri luoghi di isolamento/quarantena/sorveglianza attiva, ecc., alla qualità delle relazioni con le persone con cui si è vissuto, dall’igiene personale, all’uso di nuovi dispositivi quali mascherine e guanti per “affrontare” l’esterno della propria abitazione; dalla perdita del lavoro e l’impossibilità di fare la spesa, alla garanzia del salario e agli stock di alimenti. In questa Fase 2 il Diario si è arricchito di spazi per raccontare le proprie emozioni, dell’eventuale uso di psicofarmaci, così come della possibilità di raccogliere descrizioni e foto di  oggetti rappresentativi delle esperienze vissute nelle varie fasi di gestione sociale e individuale dell’emergenza sanitaria e, in accordo con chi compila il diario, le foto possono essere inviate al Musée des civilisations de l’Europe et de la Méditerranée (MuCEM) https://www.mucem.org/collecte-participative-vivre-au-temps-du-confinement che sta curando una collezione partecipativa degli oggetti del confinamento.

La ricerca si sta svolgendo contemporaneamente in Italia, in Francia, in Portogallo, da giugno verrà attivata anche in Guinea e Cameroon e le versioni del diario sono dunque disponibili oltre che in francese e in italiano, anche in inglese e portoghese.

Per partecipare occorre compilare un diario della durata di una settimana che ogni lunedì viene modificato, arricchito di nuove domande e pubblicato su www.diariodiconfinamento.net  e su Facebook alla pagina “Diario di confinamento – Lockdown Stories”. Si puó in alternativa, inviarlo ogni domenica all’indirizzo: recitsconfines@gmail.com

 

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