Piccolo Festival di Antropologia della Montagna
Berceto (Parma)

È diffusa la percezione che la montagna sia immobile, soprattutto per chi la guarda da lontano. Ma la montagna, forse in modo più lento e profondo, si trasforma.

È questo il tema della seconda edizione del PFAM (Piccolo Festival di Antropologia della Montagna) che si è svolto a Berceto, stupendo borgo nell’appennino tosco emiliano, il primo fine settimana di novembre 2017.

Il piccolo Festival, è solo piccolo nelle sue dimensioni di intimità tardo autunnale, inserito in un piccolo borgo di montagna, dove è giusto e naturale che sia collocato. Ma il piccolo festival non ha nulla da invidiare ai più grandi festival italiani (come il Festival della Mente di Sarzana, Dialoghi sull’Uomo di Pistoia e altri), che offrono occasioni di riflettere ed elaborare pensieri accompagnati da studiosi del nostro tempo.

Il Piccolo Festival di Antropologia nasce dalla montagna stessa, quella parte di montagna giovane che si riscopre e che ha voglia di far parlare di sé. Si riscopre montanaro, con la voglia di rimanerci, in montagna. Si perchè oggi l’appennino, a differenza di un tempo, si sta riprendendo i propri spazi e si ricolloca all’interno delle vite delle persone con un’importanza e un’impellenza sempre più forti. Sono sempre più le persone che scelgono l’Appennino come luogo di vita e di lavoro. Sono sempre più quelle attirate dalla sua bellezza per riempire gli occhi nei fine settimana, e riscendere la sera con un po’ di malinconia verso la città.

Dopo quasi un secolo di spopolamento, in cui i montanari abbandonavano le case in pietra per scendere in pianura e iniziare la vita di città, ora, con i collegamenti più rapidi e la linea internet, la città si sta rendendo conto che è più bello andare a vivere in montagna. E allora ecco che si inizia a parlare di “nuovi montanari”, si parla di trasformazione della montagna, del suo paesaggio e del modo di viverla. I montanari stessi se ne stanno accorgendo, consapevoli di vivere in un posto fortunato oltre che pieno di bellezza.

Il Piccolo Festival dell’Antropologia della Montagna nasce da qui: dalla voglia di osservare queste culture in trasformazione e di “fare” cultura in montagna. Quest’anno hanno collaborato a costruire l’edizione Marco Aime, Andrea Membretti, Davide Papotti, Irene Borgna, Roberto Mantovani, Sergio Tofanelli e tanti altri. Con l’aiuto del Parco dell’Appennino Tosco Emiliano e dell’associazione Aps Superfamiglia, si è realizzato uno degli incontri più attesi dell’appennino parmense.

 

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