Al Ministro per i Beni e le Attività Culturali

On. Alberto Bonisoli

ministro.segreteria@beniculturali.it

Al Capo di Gabinetto

Dott.ssa Tiziana Coccoluto

gabinetto@beniculturali.it

Ai Sottosegretari

Sen. Lucia Borgonzoni

sottosegretario.borgonzoni@beniculturali.it

On. Gianluca Vacca

sottosegretario.vacca@beniculturali.it

Al Segretario Generale

Dott. Giovanni Panebianco

sg@beniculturali.it

All’Ufficio Legislativo

Avv.to Lorenzo D’Ascia

ufficiolegislativo@beniculturali.it

Alla Direzione Generale Organizzazione

Dott.ssa Marina Giuseppone

dg-or@beniculturali.it

Alla CGIL FP Beni culturali

meloni@fpcgil.it

Alla CISL FP Beni culturali

fp@cisl.it

Alla UIL PA Beni culturali

uilpa@uilpa.it

Alla CONFSAL-UNSA Beni culturali

info@unsabeniculturali.it

Alla FLP BAC Beni culturali

info@flpbac.it

Alla USB PI Beni culturali

beniculturali@usb.it

p.c. Alla Direzione Generale Musei

Dott. Antonio Lampis

dg-mu@beniculturali.it

Alla Direzione Generale Archeologia, belle arti e paesaggio

Dott. Gino Famiglietti

dg-abap@beniculturali.it

Alla Direzione Generale Educazione e ricerca

Arch. Francesco Scoppola

dg-er@beniculturali.it

Al Servizio VI della Direzione Generale Archeologia, belle arti e paesaggio e all’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia

Dott. Leandro Ventura

dg-abap.servizio6@beniculturali.it

Al Presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici

presidente.consup@beniculturali.it

consiglio.superiore@beniculturali.it

Ai Funzionari Demoetnoantropologi neo-assunti:

Paola Abenante, paola.abenante@beniculturali.it

Loris Bendotti, loris.bendotti@beniculturali.it

Patrizia Maria Laura Cirino, patriziamarialaura.cirino@beniculturali.it

Mariantonia Crudo, mariantonia.crudo@beniculturali.it

Alessandro D’Amato, alessandro.damato@beniculturali.it

Gaia Delpino, gaia.delpino@beniculturali.it

Rosa Anna Di Lella, rosaanna.dilella@beniculturali.it

Fabio Fichera, fabio.fichera@beniculturali.it

Antonella Iacovino, antonella.iacovino@beniculturali.it

Fabrizio Magnani, fabrizio.magnani@beniculturali.it

Claudio Mancuso, claudio.mancuso@beniculturali.it

Cinzia Marchesini, cinzia.marchesini@beniculturali.it

Elena Musumeci, elena.musumeci@beniculturali.it

Claudio Rizzoni, claudio.rizzoni@beniculturali.it

Gianna Saba, gianna.saba@beniculturali.it

Valentina Santonico, valentina.santonico@beniculturali.it

Elena Sinibaldi, elena.sinibaldi@beniculturali.it

Valeria Trupiano, valeria.trupiano@beniculturali.it

Alessia Villanucci, alessia.villanucci@beniculturali.it

 

Oggetto: Beni culturali etnoantropologici: aumento dei punti organico nelle Soprintendenze e attivazione del ruolo dirigenziale. 

 

Le sottoscritte associazioni scientifiche e professionali Società Italiana di Antropologia Culturale (SIAC), Società Italiana di Antropologia Medica (SIAM), Società Italiana di Antropologia Applicata (SIAA), Società Italiana per la Museografia e i Beni Demoetnoantropologici (SIMBDEA), Associazione Nazionale Professionale Italiana di Antropologia (ANPIA) e le sottoscritte Scuole di Specializzazione in Beni Demoetnoantropologici (SSBDEA) dell’Università degli Studi di Perugia e della Sapienza Università di Roma aderiscono alle istanze presentate dai funzionari demoetnoantropologi neo-assunti presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) attraverso il documento avente oggetto “Beni culturali etnoantropologici: attivazione del ruolo dirigenziale” inviato in data 28/02/2019.

Inoltre, esse fanno presente quanto la cura del patrimonio demoetnoantropologico e immateriale sia preziosa per l’intero mondo del patrimonio culturale nazionale. Si tratta infatti di un complesso di beni, seppur a volte ritenuti “minori” da visioni tradizionali e ortodosse del mondo della tutela, intimamente legati al territorio e alle comunità locali che se ne prendono cura all’interno di vivaci politiche identitarie. Il patrimonio demoetnoantropologico e immateriale fa spesso da collante identitario per le comunità di aree periferiche e marginalizzate, come quelle interne o terremotate, il cui senso di appartenenza trova fondamento nei beni materiali o immateriali legati alle tradizioni locali. La specifica prassi metodologica delle discipline demoetnantropologiche, incentrate sull’ascolto, la mediazione e l’analisi critica delle istanze comunitarie, può rivelarsi particolarmente proficua nella valorizzazione delle pratiche patrimoniali. Proprio a causa della peculiare relazione tra i beni etnoantropologici e immateriali e le comunità locali, le prassi di individuazione e gestione di tali patrimoni risultano tanto strategiche quanto complesse e necessitano pertanto di specifiche competenze tecnico-scientifiche e metodologiche.

L’attività amministrativa del MiBAC, disciplinata dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, annovera tra i beni costituenti il patrimonio culturale i “beni etnoantropologici” (art. 2 del D.Lgs. 42/2004). Tuttavia, ad oggi, il settore risulta fortemente penalizzato a causa del numero ridotto di figure in possesso delle competenze tecnico-scientifiche e metodologiche necessarie: nonostante l’esaurimento della graduatoria del concorso “500 funzionari Mibact” del 2016, i 19 funzionari demoetnoantropologi neo-assunti rappresentano un gruppo quantitativamente inadeguato a coprire le necessità delle strutture centrali e periferiche.

Con la creazione di 39 Soprintendenze unificate e 2 Soprintendenze speciali (D.M. 44/2016: Riorganizzazione del Ministero dei beni e della attività culturali e del turismo) il Ministero ha previsto l’area funzionale “patrimonio demoetnoantropologico” cui sono affidati i compiti di individuazione, tutela e valorizzazione dei beni etnoantropologici. È dunque necessario, al fine di poter adempiere a tali compiti, inserire in ogni Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio la figura del funzionario demoetnoantropologo, in grado di svolgere l’opportuna attività tecnico-amministrativa. Allo stato attuale, nella pianta organica del Ministero (D.M. 410/2016: Ripartizione delle dotazioni organiche del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) solo in 13 Soprintendenze risulta previsto il posto di funzionario demoetnoantropologo e, a seguito del Concorso “500 funzionari Mibact” del 2016, solo in 8 Soprintendenze il posto risulta assegnato (SABAP della Liguria, della Basilicata, dell’Abruzzo, di Brindisi-Lecce-Taranto, di Catanzaro-Cosenza-Crotone, di Napoli, di Milano, di Cagliari-Oristano-Sud Sardegna).

Alla luce del processo di riorganizzazione dell’assetto ministeriale in corso e date le caratteristiche specifiche e il ruolo strategico del patrimonio demoetnoantropologico e immateriale nella relazione con i territori, al fine di consentire a tale patrimonio la piena equiparazione con gli altri settori dei beni culturali, le sottoscritte associazioni disciplinari fanno presenti le seguenti necessità:

– mantenere la funzione di tutela del patrimonio demoetnoantropologico e immateriale del Servizio VI della Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio la specificità dell’area V “patrimonio demoetnoantropologico” delle Soprintendenze, come istituito dal D.M. 44/2016 e relativi allegati, evitando accorpamenti con altri servizi e aree funzionali;

– incrementare i punti organico del settore demoetnoantropologico in modo tale che sia previsto almeno 

un funzionario demoetnoantropologo in ognuna delle 39 Soprintendenze territoriali e delle 2 Soprintendenze Speciali; 

– indire nuovi concorsi per funzionari demoetnoantropologi volti ad assumere personale con le necessarie competenze tecnico-scientifiche al fine di coprire i posti tuttora rimasti vacanti nelle sedi centrali e periferiche e i posti che verranno inseriti ex-novo in organico; 

– attivare il ruolo dirigenziale di demoetnoantropologo riconoscendo ai funzionari in possesso del profilo di demoetnoantropologo di poter accedere alla dirigenza secondo i canali normativamente previsti. 

Data: 19 marzo 2019

Ferdinando Felice Mirizzi (Presidente SIAC) 

Alessandro Lupo (Presidente SIAM) 

Mara Benadusi (Presidente SIAA) 

Alessandra Broccolini (Presidente SIMBDEA) 

Ivan Severi (Presidente ANPIA) 

Giovanni Pizza (SSBDEA Università di Perugia) 

Pino Schirripa (SSBDEA Sapienza Università di Roma) 

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