comunicato stampa
Milano 12 novembre 2016

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A nove mesi dall’Assemblea fondativa, l’Associazione Nazionale Professionale Italiana di Antropologia si è riunita nuovamente a Milano per approvare il proprio Regolamento interno e condividere gli ulteriori passi da compiere in vista dell’accreditamento presso il Ministero dello Sviluppo Economico come associazione professionale. L’Assemblea dei soci, che si è tenuta presso la Casa delle Associazioni di Milano con la collaborazione dell’associazione milanese Antropolis, ha approvato all’unanimità il Regolamento, disponendo, tra le altre novità, l’apertura di ANPIA a soci collettivi – enti pubblici, privati, profit o no profit, Associazioni, ONLUS, centri di ricerca – che ne condividano lo Statuto, il Codice deontologico e l’impegno a favore del riconoscimento professionale della figura dell’antropologo.

La tavola rotonda di confronto con le realtà locali di professionisti antropologi organizzata nel pomeriggio si è rivelata un momento importante di conoscenza e dibattito sulle pratiche e sulle criticità esistenti tra mondo del lavoro e sapere antropologico.
“L’antropologia culturale che lavora nel contesto urbano riesce a mettere a sistema diverse competenze  e sensibilità” come emerge dall’esperienza dell’Ecomuseo Metropolitano di Milano EUMM, rappresentato da Alessandra Micoli. Seppure la figura professionale dell’antropologo culturale non è sempre chiara per il pubblico e la committenza, “grazie alla nostra competenza il riconoscimento poi avviene proprio dai soggetti con cui abbiamo lavorato” spiega Massimo Pirovano del Museo Etnografico dell’Alta Brianza.

Sara Roncaglia di AVoce racconta il percorso di condivisione dell’autorialità e della restituzione del proprio lavoro con la committenza. Ospite presente anche Ivan Bargna, professore associato di Antropologia presso l’Università Milano-Bicocca e promotore della recente Milano Anthropology Week, che ha sottolineato la capacità versatile dell’antropologo nel complesso panorama professionale e la necessità di creare un dialogo tra università e mondo esterno. Chiara Lainati di Soleterre sottolinea la competenza degli antropologi nella progettazione nei servizi, per esempio nel campo della migrazione, mettendo a disposizione la capacità di analisi e di affiancamento nei processi.

Tra gli altri partecipanti anche Roberta Castelli di Milano Retail Tour in qualità di committente, e, per le associazioni: Sabina Alasia di NAGA, Gianmarco Grugnetti e Giulia Cerri di Ribaltamente, Erika Lazzarino di Dynamoscopio. Da queste ultime sono emerse la necessità di confronto e di promozione dell’expertise professionale degli antropologi.

I partecipanti hanno infine sollevato problematiche inerenti alle attuali forme contrattuali.
Soddisfatti i membri del consiglio direttivo: “Il dibattito che è avvenuto in sede di tavola rotonda – spiega il vice-presidente Francesco Zanotelli – Ci ha dato, inoltre, buoni spunti per  stabilire i prossimi obiettivi dell’Agenda 2017 e concretizzare la fase di accreditamento della figura dell’antropologo culturale al Ministero dello sviluppo e dell’Economia”.

Ufficio Stampa ANPIA

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